scusate se è poco

Blogger: lyskamm
Nome: ALFREDO ZUCCARINI
Sono uno sciagurato di prima categoria: sono disordinatissimo, smarrisco tutti gli oggetti che mi passano per le mani, sono distratto, non seguo mai una logica ed ho sempre la testa fra le nuvole però, non do mai fastidio a nessuno e tutto quello che faccio viene da me stesso senza essere influenzato da nessuno (solo dai virus).

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venerdì, 23 novembre 2007
La telefonata

Circa un mese fa ricevetti una telefonata da un mio grandissimo amico.
Con lui ho fatto moltissime avventure sulle alpi (Monte Bianco, Monte Rosa, Gran Paradiso, ecc.) e altrettante vicende estreme sugli appennini (una volta stavamo per congelare nel tentativo di salire in invernale sopra una cima sul Gran Sasso).
Questo grande amico, l’otto settembre del 2002, ha anche contribuito a salvarmi la vita in seguito ad una caduta in montagna.
Abbiamo fatto numerose rimpatriate a casa sua, è stato uno dei promotori e dei fondatori di un’associazione di montagna, abbiamo mangiato nello stesso piatto, dormito nella stessa branda…insomma, eravamo sempre insieme, per me è un fratello maggiore.
Ebbene lui, con questa telefonata mi fece “male” (non mi ha tirato la cornetta sulla testa)…mi disse: “Che ne dici di salire sull’Acongaua nel Gennaio del 2009?
Acongaua! È la più alta cima delle ande (6962m), si trova in Argentina ed è sempre stato un mio pallino.
Mi ha fatto del male perché da quel giorno il mio cervello è andato sempre ad un’unica direzione…direzione Argentina.
Lavoro e penso all’Acongaua, sto con la mia ragazza e penso all’Acongaua, sono con i miei e penso all’Acongaua, vado a spasso e penso all’Acongaua, vado in montagna e penso all’Acongaua…in pratica è il mio primo pensiero quando mi sveglio ed il mio ultimo prima di addormentarmi…secondo voi non è un male?
Ormai ho contratto la sindrome dell’Acongaua.
C’è un solo modo per guarire da questa subdola patologia…salirci sopra.
Ora chiedo un solo favore a questo amico/fratello maggiore (non dico il nome perché non gli ho chiesto il permesso per farlo), come lui mi ha trasmesso questa malattia, adesso deve aiutarmi a guarire…insieme ce la possiamo fare, abbiamo un anno per allenarci come si deve, se le condizioni meteo saranno dalla nostra parte, nel gennaio del 2009, le nostre scarpe si poseranno sulla cima più alta delle Ande.



http://www.mountaindream.it/images/seven_summit/acongaua.jpg




nanonanoNano nano

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martedì, 30 ottobre 2007
18-08-2007 Cresta NE al Corno Piccolo

In questo periodo non ho molto da scrivere...il tempo non è molto buono, quindi le escursioni in montagna non sono esaltanti perciò, metto un filmato fotografico musicale di una bella scalata effettuata quest'estate sul Corno Piccolo (2655m). Spero che faccia presto la neve così posso tirare fuori di nuovo i miei favolosi sci da fondo-escursionismo. Se l'innevamento sarà buono gli farò fare le fiamme...però se faccio le fiamme la neve si squaglia e non posso più sciare! Allora gli faccio fare i turbini di vento gelato (meglio).
In attesa di una bella nevicata beccatevi questo.

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lunedì, 24 settembre 2007
30-08-2007 Marmolada - 01-09-2007 Civetta

Sono stato assente per un bel po' di tempo a causa di intrapreponderasmirabili (non so cosa significa) impegni sopraggiunti come un fulmine a ciel sereno.
Purtroppo non so inserire i video direttamente da iutub (lo so che si scrive youtube, però si legge iutub), ma sono miracolosamente riuscito a mettere un collegamento...spero. Se qualcuno sa come si fa, lo prego in ginocchio di spiegarmelo con pazienza perchè con il computer sono un asino...CHIEDO UMILMENTE AIUTO.
Si tratta di una nostra uscita su due delle più importanti cime dolomitiche, ovvero la Marmolada (3342m...Punta Penia) o regina delle dolomiti ed il monte Civetta (3220m), amichevolmente detto la Civetta.
Sulla Marmolada ci ero gia salito altre tre volte...questa è la quarta, mentre il Civetta è sempre stato un mio obbiettivo.
Se ci sono riuscito beccatevi sto video.
 
it.youtube.com/watch

nanonanoNano nano

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martedì, 24 luglio 2007
13/14-07-07 PIZZO BERNINA

Due anni fa, il gruppo “Camosci d’Abruzzo”, tentò di salire sul Pizzo Bernina (montagna più alta della lombardia, 4049m). Purtroppo però, non riuscì nell’impresa a causa dell’enorme quantità di neve fresca, caduta nei giorni precedenti, che rendeva il percorso impraticabile.
Quest’anno però, le previsioni meteo promettono bene e noi non ci ripensiamo due volte per prenderci la rivincita.
Venerdì 13 luglio, ore 08:15. Arriviamo in località “Campo moro” (circa 2000m). Ci troviamo in Valmalenco, provincia di Sondrio.
Avete presente Superman? Lui è vestito da distinto signore, ma sotto indossa la tuta da super eroe.
Bhe qui non ci sono cabine telefoniche dove cambiarci, non indossiamo vestiti da super eroi, non abbiamo super poteri, ma solo tanta voglia di arrivare in cima.


Ci cambiamo perciò in mezzo al parcheggio di un bar/rifugio…all’aria aperta.
Dopo aver lasciato i vestiti da città nel furgone ed indossato quelli da montagna, alle 08:25, iniziamo a camminare.
Come sempre, non ho la minima intenzione di raccontare dettagliatamente l’ascesa, per una informazione più tecnica consultare il sito dei Camosci (che non è neanche molto tecnica), ma voglio solo trasmettere qualcosa di più spensierato…spero.
Normalmente, quando un gruppo di alpinisti si avvicinano al suo obiettivo, parlano della loro impresa o di montagna in generale…anche noi.


Il presidente infatti, parla che quest’anno la sua vigna ha prodotto poca uva, Giustino invece gia pensa alla raccolta delle olive. Io e mio fratello, come al solito, parliamo di cibo, ristoranti e di bresaola, che in questa zona la fanno buonissima. Gli altri parlano di donne.


Tra boschi, radure, rocce e ruscelli di scioglimento, superiamo due rifugi: il “Carate Brianza” ed il “Marinelli Bombardieri”.
Il sole spacca le pietre, ma soprattutto squaglia i ghiacciai, infatti i corsi d’acqua da superare sono gonfi d’acqua.


Arriviamo sul ghiacciaio dello Scerscen, 3000m (non chiedetemi il motivo di questo strano nome, non lo so…comunque c’è anche il monte Scercen), lo attraversiamo in piano ed arriviamo sotto al rifugio dove dovremo pernottare…si, 600 metri sotto…


...dobbiamo risalire un canalone innevato (canale di Cresta Guzza).


La salita è veramente faticosa, infatti arriviamo stremati, però, per fortuna che c’è il rifugio dove possiamo riposare.


Il monte Disgrazia al tramonto ci fa venire i brividi
Perché? Il tramonto è freddo?
No
Allora perché hai i brividi?
Perché questo meraviglioso spettacolo mi emoziona.
Andiamo a dormire molto presto.
Ore 04:00 suona la sveglia dell’orologio/ barometro/ altimetro/ bussola/ dinamometro/ manometro/ potenziometro/ lavastoviglie/ macchina per il caffè di mio fratello e saltiamo come grilli dalle brande…tranne lui perché ha i tappi alle orecchie.
Colazione, vestizione, preparazione e…azione.
Alle 05:30 le nostre due cordate abruzzesi partono per l’assalto finale alla cima del Pizzo Bernina.


Da quassù l’alba è fantastica.


Saliamo su neve ottima fin sopra la cresta.
Perché? Sulla cresta la neve non è più ottima?
E dai, hai finito di rompere e di interrompere?
Scusa.


Dicevo, siamo sulla panoramica cresta finale, superiamo alcuni passaggi di roccia e, alle 08:00 siamo in vetta al Pizzo Bernina (4049m).
La foto di vetta non la metto perchè i volti dei partecipanti si vedono molto bene (essendo stata scattata da moto vicino) e non ho chiesto loro l'autorizzazione di pubblicare su questo sito la loro foto...anche se sono grandi amici, io li ri rispetto al massimo.


È bellissimo quassù, si respira un’aria sottile che suscita sensazioni incantevoli…siamo in ALTA QUOTA.
Purtroppo la cima è stretta e altre cordate stanno arrivando, dobbiamo lasciar loro il posto.


La discesa la effettuiamo lungo la stessa via dell’andata.


Un ultimo saluto a questo luogo incantato e poi via di corsa verso valle.
Alle 14:15 raggiungiamo il furgone.
Finalmente abbiamo archiviato anche questa pratica aperta il 23/08/05.
Ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile di realizzare questo piccolo sogno (i miei compagni di avventura), ringrazio la montagna che si è fatta mettere i piedi sulla testa e ringrazio Dio che ci ha protetti e ci ha donato il bel tempo.
Ok, a questo punto vado a dormire (la doccia me la faccio domani perché ora ho troppo sonno) e saluto tutti quanti.

nanonanoNano nano

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domenica, 15 luglio 2007

Sono appena tornato da una bella cima delle Alpi...tra qualche giorno pubblicherò il post.

nanonanoNano nano

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mercoledì, 04 luglio 2007
29/30-06-2007 BREITHORN OCCIDENTALE

Dopo un lungo periodo di assenza (non dalle montagne, ma dal blog), torno a postare con una piacevole vicenda (per me è piacevole)…una storia di montagna.
Chieti Scalo, giovedì 28 giugno, ore 23:55.
Un gruppetto di quattro persone piene di energia ed entusiasmo (in mezzo a sto gruppetto ci sono anche io) si raduna per andare
in discoteca? No. Al bar? No. Al pub? No.
Scusa, ma a mezzanotte dove va un gruppo di persone molto energiche ed entusiaste?
Ma a Cervinia naturalmente!
A CERVINIA?!?!?!?!?!
Ma lo sai che Cervinia si trova in Val D’Aosta?
Mica è dietro l’angolo!

Lo so, per questo motivo servono delle persone piene di energia!
In poche parole partiamo alle 12:00 precise ed alle 08:00 ci troviamo nel bellissimo paese alpino ai piedi del bellissimo Monte Cervino (se non ve ne siete accorti gli ho mollato anche una bella rima).
Colazione al bar, vestizione di rito, zaini in spalla ed alle 08:40 iniziamo a camminare.

Breithorn-0001Il percorso non lo descrivo perché si cammina sopra una comoda mulattiera…dimenticavo di dire che Cervinia (o Breuil) si trova a circa 2000m di quota.


Con le scarpe tutte rotte
Camminiam sul sentierino
Avvistiamo le marmotte
Proprio ai piedi del Cervino.


Breithorn-0002Intorno ai tremila metri non camminiamo più sopra i sassi, ma sulla neve…ormai è tutto bianco.
Ore 12:50, giungiamo finalmente al termine della prima tappa della nostra acsensione…il rifugio Teodulo a quota 3317m
Per chi non lo sapesse, Teodulo è un Santo.

Breithorn-0003Qui è bellissimo, siamo circondati dalle montagne, si vedono anche la alpi svizzere…per forza, il rifugio si trova proprio sulla linea di confine!
Il bestione chiamato Cervino (Matterhorn per gli svizzeri) si è messo il cappello (una grossa nuvola) e si è coperto il volto…forse si vergogna!
Passiamo tutto il pomeriggio nel rifugio ad attendere la cena che il gestore ci prepara con amore. (anche qui ci è uscita una piccola rima).
Sono le dieci di sera ed il cielo è ancora chiaro…a queste quote il sole tramonta più tardi.
Noi però tramontiamo prima perché dobbiamo sorgere prima del sole.
Sabato 30 giugno, ore 03:30. Una odiosa suoneria di una sveglia proveniente da un fatiscente telefonino di scarsa qualità, interrompe bruscamente il nostro pesantissimo sonno.
Saltiamo come grilli dalle nostre brande, ci vestiamo il più veloce possibile, ci prepariamo e scendiamo giù in cucina dove il buon gestore ci ha preparato una colazione da paura…pane, fette biscottate, marmellata, miele, burro, cioccolata spalmabile (non faccio pubblicità), caffè, te, latte, cioccolato solubile e persino i cereali.
Ci carichiamo per bene di energie ed usciamo alla conquista della nostra vetta (della quale ancora faccio il nome).

Breithorn-0004Ore 04:40, ramponi ai piedi e lampada sul casco iniziamo a risalire il ghiacciaio. Io lo chiamo ghiacciaio addomesticato in quanto è pieno di piste da sci.

C’è la luna piena, perciò non occorre nemmeno tenere accese le lampade, ci si vede benissimo.
Gli impianti di risalita terminano a quota 3820m, proprio ai piedi del Piccolo Cervino (3880m).


Breithorn-0005Da li in poi, inizia la parte più bella, quella senza segni dell’uomo, quella avventurosa, quella poetica…qui si respira aria di libertà.
Arriviamo alla base dell’ultima ripida salita, ora ci attendono circa duecento metri di ghiaccio.

Breithorn-0007Ci leghiamo in cordata con la seguente formazione: n°1 il presidente, n°2 il vicepresidente nonché capobranco, n°3 il futuro camoscio e, alla fine, io.

Breithorn-0006Da qui si vede anche sua maestà il Monte Bianco…che spettacolo ragazzi!
Percorriamo questi ultimi metri di dislivello senza neanche accorgercene e, alle ore 08:50, la vetta. Un grande abbraccio carico di commozione rafforza la nostra amicizia gia consolidata da tempo.

Breithorn-0008Siamo sul Breithorn Occidentale (4165m).
Questa è l’ultima cima che delimita ad ovest il gruppo del Monte Rosa.
Molte cime sono coperte dalle nuvole, però si distinguono (per chi le conosce) il Breithorn Centrale, il Breithorn Orientale, il Polluce, il Castore ed il mitico LYSKAMM. Si vedono anche moltissime altre vette, ma il Cervino ha sempre il cappello.

Breithorn-0009Dopo il saluto di una strana creatura che passa sulla cima, alle ore 09:02, prendiamo la via del ritorno (anche perché tira vento e la temperatura è di -4°C).

Le piste da sci che all’alba erano deserte, sono ora colme di turisti che le discendono a bordo di sci e tavole.

Breithorn-0014Siamo quasi giunti di nuovo al rifugio e, io ed il presidente, indichiamo una montagna che speriamo prima o poi capiti sotto ai nostri piedi.

Breithorn-0010Torniamo a valle per lo stesso percorso effettuato all’andata.

Breithorn-0011Una distesa di azalee fa da cornice ad un inquietante Monte Cervino dal volto coperto.

Breithorn-0012Dai prati d’alta quota scorgiamo Cervinia che si fa sempre più vicina…ormai siamo quasi arrivati.
Ore 14:15, tocchiamo le maniglie infuocate dal sole rovente dell’automobile con la quale siamo venuti fin qui.
Un bicchiere dissetante
Presso il bar sottostante
Ci rigenera coraggio
Per affrontare il lungo viaggio
Giù in Abruzzo dobbiam tornare
Per otto ore s’ha da viaggiare
Ma se cantiamo e poi ridiamo
Noi nemmeno ce ne accorgiamo
Tutti insieme assai felici
Perché siamo veri amici.
Ore 15:30 partenza da Cervinia, ore 23:00 arrivo a Chieti Scalo.
Non scrivo una conclusione degna di questo racconto altrimenti mi commuovo, non mi voglio commuovere perché non mi piacciono gli addi tristi…ma chi l’ha detto che questo è un addio? È solamente un arrivederci alla prossima vetta!

Breithorn-0013Vi lascio con la foto del ghiacciaio sotto la "Grande Muraglia" (il nome corretto è in francese, ma io non lo so ne parlare, ne scrivere) che si vede da Cervinia.

nanonanoNano nano






 

 






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mercoledì, 13 giugno 2007
10-06-2007 Monte Sirente

Cinque anni fa, uno sconosciuto gruppo di persone si recò, con un tempo da lupi, per la prima volta sul monte S.Nicola. Data la scarsa visibilità non riuscirono mai a sapere se ci fossero realmente arrivati e quale panorama si vedesse da li sopra. Ora, con un tempo migliore, vogliamo provare a tornare li sopra e continuare fino al Monte Sirente.
 
verbascoDal “mastodontico” paese di Gagliano Aterno (AQ) parte una stradina, inizialmente asfaltata, poi sterrata, che costeggia la base del versante SO del massiccio del Sirente.
Quando questa strada incrocia un’altra sterrata che va verso sinistra, tiro violentemente il freno a mano, la macchina sbanda ed in testacoda parcheggio sotto una pianta…a dire il vero rallento, caccio la freccia a destra (c’è solo la mia macchina nel raggio di 6000 Km) e piano piano parcheggio sopra uno slargo ad una quota di circa 1100m (al sole, altro che sotto una pianta!)
Ore 07:20. Antonio, Giustino, Marco e colui che scrive queste stupidaggini, partono in direzione Monte S.Nicola.
Non c’è un sentiero segnato (almeno noi non lo vediamo), la relazione dice che si sale a vista e noi, per non far rimanere male chi l’ha scritta, obbediamo e saliamo a vista. Puntiamo dritti, senza fare mai una curva, la parte più alta che vediamo.


Passiamo per dei bellissimi e verdissimi prati fioritissimi…ci sono tutti i colorissimi!


Alle ore 09:10, calpestiamo l’erba della cima erbosa (se non era erbosa non calpestavamo l’erba!) del monte S.Nicola (2012m).
Il tempo di un autoscatto e si riparte seguendo l’aerea cresta che ci separa dalla vetta più alta del massiccio.


Non si può definire con esattezza se il tempo è bello o è brutto…esce il sole, poi si copre, è nuvoloso, ma subito dopo riecco il sole…una cosa è certa, c’è un’umidità bestiale, dietro di noi lasciamo delle scie di sudore come le lumache.


A proposito, qui è pieno di lumache, ma non si possono prendere in quanto ci troviamo nel parco quindi, andiamo avanti.


La visibilità non è sempre buona (veramente non è mai buona!), dai vertiginosi canali alla nostra destra salgono degli impressionanti turbinii di nuvole che all’improvviso chiudono tutto. L’importante è seguire la cresta!
Passiamo prima davanti all’uscita della Valle Lupara, poi davanti all’uscita del Canalone Majori ed infine, alle 11:40, arriviamo in cima al Sirente (2348m).


Il panorama è invisibile, è coperto dalle nuvole, però non importa, l’autoscatto ci vuole!
Questa volta il grande Giustino compie un grandioso atto di generosità: ci offre un pezzo di panino con la porchetta! Ottimo! Gustoso! Esplosivo!
Sono le 12:10, bisogna ripartire. Non seguiamo esattamente il percorso dell’andata, ma ci passiamo sotto, vogliamo evitare di risalire lungo le creste.


Mandrie di selvaggi stalloni al galoppo (panzoni cavalli che magnano l’erba) fanno da cornice ad un meraviglioso quadretto montano.


A parte un solenne, ma breve acquazzone, una deviazione al limite dell’alpinismo ed una discesaccia spezza gambe, fila tutto liscio come l’olio (l’olio esausto di un motore diesel aspirato con 500003 Km).


Alle ore 15:00 tocchiamo la metallizzata carrozzeria della macchina.
Escursione di gran classe, poco più di 1200m di dislivello senza fontane e rifugi in un ambiente affatto frequentato.
A Castelvecchio Subequo ci tocca "reintegrare" i sali persi durante la fatica (bere birra).
Alla prossima esursione.

nanonanoNano nano

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venerdì, 08 giugno 2007
27-05-2007 Monte Gorzano

Chi l’ha detto che andiamo solo sulla Majella?
Si, è vero, questa montagna è molto vicina alla mia città e si presta molto bene a tutte le attività all’aria aperta, però non bisogna trascurare gli altri monti abruzzesi.
Lo "Spirito Guida" mi ha incoraggiato a scrivere questo post ed io, da buon discepolo, devo seguire le sue direttive.
Questa volta vado con il C.A.I. (Club Alpino Italiano) di Chieti.
Il C.A.I. è l’associazione più importante in Italia per quanto concerne la montagna.
La nostra destinazione è il Monte Gorzano, la montagna più alta del massiccio della Laga.
Per fortuna ci spostiamo con l’autobus…non ho proprio voglia di guidare per due ore dopo la serata pesante appena trascorsa!
Il paese di partenza è Cesacastina (AQ), una ridente cittadina a circa 1200m di altitudine.

Le previsioni del tempo di “tutto il mondo” avevano dato “il secondo diluvio universale”. C’è da dire che sulla Laga piove anche quando c’è la siccità perenne!
Ma noi, incuranti del pericolo e delle catastrofiche avversità della natura partiamo ugualmente. Non ci crederà nessuno, ma ci accompagna persino un timido sole.

Percorriamo la “celeberrima” valle delle cento cascate (o cento fonti).
Si chiama così per via dei numerosi corsi d’acqua, scivoli di roccia e piccole cascate che la caratterizza.

Camminando di buon passo, per...

... prati fioriti...

...corsi d’acqua e conformazioni rocciose, arriviamo in cima al Monte Gorzano (2456m).
Proprio in cima il tempo comincia a brontolare…bisogna scappare, siamo stati fin troppo fortunati ad arrivare fin qui!

Un autoscatto rapido e via di corsa verso valle.
Una goccia d’acqua casca sulla mia testolina e penso sia il caso di porre rimedio all’imminente acquazzone che ci sta per aggredire.
Chi caccia gli ombrelli, chi le mantelline, chi (come me) le giacche a vento e chi si spoglia totalmente sapendo gia che coprirsi è inutile (si suda solamente).

Infatti ho sudato come un maiale, dato il fatto che sono stato coperto per più di mezz’ora e dell’acqua neanche l’ombra.
Appena facciamo il nostro ingresso nel bosco ecco che inizia a grandinare…ahahah, tanto siamo al riparo!
Pochi minuti di bombardamento di ghiaccio e poi la tregua.
Il cielo però non sembra proprio soddisfatto della scarica che ci ha appena sparato! Sembra che sia stato solo un assaggio di quello che dovrà accadere.
Per cercare di limitare i danni, di quello che dovrà inevitabilmente accadere, acceleriamo il passo ed appena raggiungiamo il paese, dove ci aspetta l’autobus a braccia aperte…ehm…a porte aperte, ecco che le cataratte del cielo si aprono.
Menomale…pericolo scampato!
Si conclude così una delle più belle escursioni che il C.A.I. di CHIETI abbia organizzato…a dire il vero sono tutte belle e ce ne saranno molte altre.
Se ci riuscirò, cercherò di restare sempre in ALTA QUOTA e di tenervi informati.

nanonanoNano nano


P.S. le foto sono tratte dal sito www.caichieti.it
 

 






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martedì, 05 giugno 2007
20-05-2007 Monte Rotondo

Ormai è scoppiata la guerra! Intendo nel campo lavorativo.
Per chi ancora lo sa, io sto nel settore della refrigerazione e della climatizzazione e purtroppo (o fortunatamente) quando fa caldo, cerco di farmi in quattro e a volte torno a casa solo per dormire...quando ci riesco!
Per questo motivo sono sempre meno presente sul blog, anzi, stavo pensando di prendermi un po’ di ferie, se Splinder me lo concede. Ma non sarà così, anche se lo aggiornerò più di rado, non lo voglio abbandonare per l’intera estate.
Intanto beccatevi sto breve post…è la mia escursione di domenica 20 maggio.
Con il “leggendario” gruppo “Camosci d’Abruzzo”, sono andato sulla Majella a fare un “giretto” interessante.
Ma perché vai sempre sulla Majella?
Perché è la montagna più vicina a me e perché mi da la possibilità di allenarmi al massimo per i suoi dislivelli, per i suoi ambienti selvaggi e per la sua conformazione polivalente.
Che significa conformazione polivalente?
Non lo so, voglio solo spiegare che c’è la possibilità di fare tutto…dalla semplice passeggiata al camminatone pazzesco, dalla progressione su ghiaccio (quando fa freddo) alla progressione su roccia, dal bosco alla radure ecc. Capito brutto rompiscatole?
Ho capito, ho capito, volevo solo un po’ di spiegazioni!


Ora non illustrerò di certo l’itinerario effettuato, ma dico solamente che abbiamo trovato un ambiente invernale formidabile: neve dura e compatta, incredibile dopo le elevate temperature di questi giorni!


Per questo motivo abbiamo effettuato l’escursione con ramponi e piccozza…ottimo! Siamo andati sul Monte Rotondo (2658m) percorrendo un itinerario molto particolare ed anche un po' difficile.


Cavolo! Ho visto la data dell’escursione…risale al 20 maggio. Venti maggio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ma stiamo scherzando!
Da allora ne è passato di tempo!
Mi devo dar da fare, ne è passata di acqua sotto i ponti!
Spero di farcela, devo raccontare ancora qualche escursione carina…altrimenti azzero e ricomincio da capo.
Un grande saluto a tutti...se non mi dovessi fare vivo per un po' di tempo, non temete, sapete il motivo.

P.S. Vi lascio con qualche foto dell'escursione





La discesa lungo un canalone


Una sosta ristoratrice


La ripida salita al "Secondo Portone"


Tutti insieme sul "Secondo Portone" (il secondo portone non è nient'altro che una sella che si trova tra due cime)


Cresta finale del Monte Rotondo


Vetta del Monte Rotondo


 Il Monte S. Angelo

nanonanoNano nano





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martedì, 15 maggio 2007
SALSICCIATA al rifugio Pischioli

Dopo una settimana di “atroce” di lavoro, sono tornato finalmente in montagna.
Questa volta però in maniera un po’ diversa…il C.A.I. di Chieti, ha effettuato la tradizionale “salsicciata” al rifugio Pischioli sopra Pennapiedimonte (CH).
Avete cucinato le salsicce sulla brace? Buoooneeeee!!!!!! Gnam gnam gnam.
Non solo! C’era anche vino rosso a fiumi, insalata di pomodoro condita con le spezie di montagna, pane, grappe, dolci, caffè etc.
Fantastico! Ma tutta questa roba stava nel rifugio?
Si, c’è un distributore automatico di roba da mangiare!
Ma secondo te il cibo appare dal nulla?
Le nostre spalle lo sanno!

La squadra dei portatori, formata da una decina di persone, è partita prima ed è giunta nell’area antistante al rifugio per preparare da mangiare e cucinare…io ho portato il vino (me lo hanno affidato perché sono astemio e non potevo scappare con il “bottino”!)

salsicciataIl gruppo escursionisti invece, è partito parecchio tempo dopo di noi, in maniera tale da trovare il pranzo pronto quando ci avrebbero raggiunto.
Non è andata proprio così, sono venuti un po’ in anticipo ed hanno dovuto aspettare che le salsicce si cocessero.

murellePoco male, con una giornata così splendida ed un panorama pazzesco non pesa aspettare un po’!
È stata proprio una bellissima giornata all’insegna dell’allegria…alcuni sono stati persino troppo allegri! (effetto lambrusco! Ahahahah)

genz-04C’erano persino delle “Genziane Dinariche” (sto imparando i nomi dei fiori…che mostro!) con delle strane creature al loro interno.

fratanalleAlla fine della festa il gruppo è tornato giù per il sentiero normale, mentre io ed alcune persone abbiamo fatto una via un po’ più selvaggia, ma bellissima.

pareti pennaAnche se stavolta ho saltato una sessione di allenamento per le alte cime alpine non importa, sono stato bene in compagnia di persone straordinarie…non posso fare sempre il “montone” selvatico.
Vi do appuntamento al prossimo post…non so quando, ma lo scriverò.

nanonanoNano nano


N.B. Ho domenticato di inserire la foto del rifugio...non importa, tanto non l'ho fotografato! Ahahahahahahah.

 

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